“Un Piatto d’Oro, un Gesto d’Amore”: a Bologna torna la cena solidale di Natale dell’AntonianoIl cambiamento climatico sta facendo emergere una nuova forma di povertà, la cooling poverty: l’impossibilità economica di raffrescare la propria abitazione durante le ondate di calore. Secondo il Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici, le famiglie a basso reddito destinano fino all’8% del proprio budget ai consumi per il raffrescamento, mentre milioni di persone rinunciano del tutto a ventilatori o climatizzatori per il peso delle bollette. E a pagarne le conseguenze è anche chi dipende da infrastrutture che il calore mette in crisi, come hanno dimostrato i blackout a Torino e Napoli, che si sono tradotti, per chi vive in condizioni di fragilità, nell’impossibilità di accedere a servizi essenziali.
La cooling poverty, oltre a essere una questione economica, è anche una condizione che trasforma il caldo in isolamento, la bolletta in un ostacolo e la casa in un luogo da cui fuggire senza sapere dove andare. È un fenomeno che l’Antoniano osserva ogni estate attraverso la rete italiana di Operazione Pane: le temperature sempre più elevate non creano nuovi bisogni, ma rendono più difficili da sostenere quelli già esistenti, aggravando le condizioni di povertà in oltre 7 casi su 10 e sommando alla povertà economica una profonda solitudine.
“La crisi climatica ci sta insegnando che parlare di ambiente significa parlare di persone. Già più di 10 anni fa, Papa Francesco, nell’Enciclica Laudato si’, ci ricordava che non esistono una crisi ambientale e una crisi sociale separate, ma un’unica crisi socio-ambientale”, dichiara Fra Giampaolo Cavalli, direttore di Antoniano. “Lo vediamo ogni giorno: quando le città si surriscaldano emergono con più forza le fragilità, la povertà energetica e la solitudine. Per questo il nostro compito non si limita a offrire un aiuto materiale, ma significa anche custodire la dignità delle persone e tenere aperti spazi di relazione, ascolto e comunità”.
L’isolamento sociale: l’emergenza dei mesi estivi
Nei mesi più caldi, le relazioni quotidiane diventano più rare proprio quando servirebbero di più, trasformando l’isolamento sociale in una vera e propria emergenza. A misurare questo fenomeno sono i dati raccolti da Antoniano attraverso la rete di Operazione Pane: il 41% delle realtà francescane evidenzia che il caldo aumenta il rischio di solitudine per le persone più fragili e il restante 59% lo riconosce almeno parzialmente. Questa spinta all’isolamento è alimentata da una complessa situazione territoriale. Per chi è in difficoltà l’estate significa permanenza in contesti cittadini — il 68% delle realtà segnala che le persone seguite restano sul posto nei mesi estivi e il 5% rileva aggiunte da altre zone —, ma questa forte presenza si scontra con una rete di supporto che nello stesso periodo si assottiglia: il 59% delle realtà segnala infatti la chiusura estiva degli altri servizi territoriali. La conseguenza è un aumento diretto del 21% delle richieste di aiuto rivolte a chi resta aperto, una pressione che nel 50% dei casi genera una carenza di volontari legata non a una minore disponibilità di chi collabora, ma proprio a una domanda che cresce a ritmi insostenibili.
Dalle docce al sostegno alle famiglie: la mappa delle nuove fragilità estive
Negli ultimi anni, le realtà francescane di Operazione Pane hanno notato un aumento delle difficoltà legate al caldo estremo o alle ondate di calore tra le persone seguite. In particolare, si segnalano maggiore stanchezza, la compromissione del reddito per chi fa lavori fisici, la debilitazione per gli anziani e l’aumento dei disturbi per chi soffre di patologie psichiatriche attraverso insonnia, irritabilità e malori da disidratazione. A peggiorare la situazione sono la riduzione dei servizi e la carenza di aree refrigerate, che privano molte persone della possibilità di accedere a un pasto e a un luogo fresco in cui socializzare, causando stress, disorientamento e forti difficoltà a trovare risposte ai bisogni primari.
Tra i bisogni più espliciti, la necessità di luoghi climatizzati (23%) e l’accesso a docce (19%), seguiti da ascolto, cambio d’abiti e acqua fresca (11% ciascuno). Tra gli altri anche il supporto sanitario, i farmaci, l’accoglienza abitativa e il sostegno per le bollette elettriche, appesantite dall’uso di elettrodomestici per il raffrescamento. A cercare supporto sono anche i nuclei familiari con bambini, che, con la chiusura delle scuole, non riescono a sostenere i costi dei centri estivi e si trovano a chiedere attività dedicate ai più piccoli.
Emergenza stagionale: cosa si fa e una richiesta per il futuro
A fronte di questa crisi, il 47% delle realtà nella rete di Operazione Pane adatta i propri servizi estivi aumentando la distribuzione di acqua, organizzando gite, promuovendo momenti aggregativi al fresco e attività per le famiglie o potenziando mense e laboratori. Quando però si chiede alle stesse realtà quali interventi sarebbero più utili o prioritari per migliorare la risposta estiva nei propri territori, il quadro che emerge è chiaro: il 30% indica come urgente la disponibilità di altri luoghi freschi e riparati, il 25% segnala la necessità di docce e servizi igienici, il 16% chiede una maggiore collaborazione tra i servizi del territorio, mentre l’accesso ad acqua e il supporto sanitario raccolgono l’11% ciascuno.
Welfare e cultura: i progetti estivi di Antoniano per spezzare l’isolamento
A Bologna le giornate estive classificate con disagio bioclimatico sono raddoppiate dal 2006 a oggi, passando da una media di 5 a 10: un dato che racconta meglio di qualsiasi proiezione come il caldo estremo stia diventando la normalità e non l’eccezione. Per rispondere concretamente alla crisi estiva, Antoniano attraverso attività di Welfare Culturale e il contributo dei volontari promuove e accompagna un fitto ventaglio di attività volte a tenere aperti spazi di incontro, socialità e benessere, perché il bisogno delle persone fragili non riguarda solo il pasto o un riparo dal caldo, ma anche la possibilità di continuare a vivere momenti di relazione e comunità, proprio nei mesi in cui le città si svuotano e i legami sociali si allentano.
Dopo gli appuntamenti di giugno, a luglio non mancheranno momenti dedicati alla formazione, alla manualità e alla creatività, come i “Laboratori Migranti“, che fino al 21 luglio offrono gratuitamente corsi aperti ai maggiori di 18 anni, tra lezioni di italiano per stranieri, teoria della patente, compilazione del curriculum vitae, laboratori di arte e musica e cura dell’orto. A questo si affiancano lo spazio relazionale e ludico di “Giocoliamo” (ogni lunedì durante la mensa serale dedicata alle famiglie seguite dall’Area Sociale di Antoniano) e “RicAmare”, un ciclo di cinque incontri di cucito e uncinetto che culmineranno nella creazione di una tovaglia collettiva che sarà protagonista di un pranzo condiviso con piatti tipici dei diversi Paesi di provenienza dei partecipanti.
Durante tutto luglio, inoltre, il tradizionale appuntamento con “CineMENSA” fungerà da vero e proprio rifugio climatico e culturale contro la canicola, affiancato da due serate di gioco strutturate come momenti di scambio interculturale attraverso giochi da tavolo tradizionali (afghani, siriani egiziani, pakistani, senegalesi e della tradizione europea) insieme a Officine Solidali (Arci), che metterà a disposizione alcuni spazi dei propri circoli, Antoniano e Cidas nell’ambito del progetto SAI del Comune di Bologna. Per chi non ha la possibilità di vivere momenti di vacanza fuori città, Antoniano garantisce risposte concrete. Oltre 50 beneficiari potranno usufruire di buoni piscina per accessi autonomi, mentre i voucher di EmilBanca utilizzati tramite VivaTicket consentiranno uscite culturali indipendenti per mostre, concerti ed eventi. Inoltre, sarà prevista una gita al mare a Cervia, che offrirà un’importante occasione di respiro e tempo libero in sinergia con Officine Solidali e una giornata presso un parco acquatico con le famiglie.
Questa fitta rete si estende quotidianamente grazie a “Strade Insieme”, l’attività serale che prevede uscite settimanali nei punti nevralgici di Bologna: i volontari, le volontarie e i frati incontreranno le persone senza dimora per distribuire beni di prima necessità e monitorare da vicino i bisogni legati al caldo estremo, offrendo ascolto, orientamento ai servizi pubblici territoriali e un aggancio vitale con operatori sociali e volontari.
“Un’estate per tutti”: come contribuire nei mesi più caldi
Per sostenere le attività di Antoniano nei mesi estivi e restare accanto alle persone e alle famiglie che vivono situazioni di fragilità, è possibile contribuire attivamente supportando la campagna “Un’estate per tutti”. La campagna di Antoniano contribuisce a tenere aperti spazi di accoglienza, relazione e ascolto, garantendo pasti, acqua, beni di prima necessità, attività estive e momenti di sollievo per chi resta in città e affronta con più fatica le conseguenze dei cambiamenti climatici, del caldo estremo e della solitudine.
Comunicato stampa di Press Play per Antoniano
![[ANTONIANO] Mensa Antoniano](https://agenziapressplay.it/wp-content/uploads/2026/07/ANTONIANO-Mensa-Antoniano.jpg)