Oltre 586 mila euro di valore sociale restituito nel 2025: la Mensa “Padre Ernesto” di Antoniano hub di accoglienza, solidarietà e welfare culturale

Set 2, 2026 | Comunicati Stampa

A febbraio 2026, il Ministero della Cultura e il Ministero della Salute hanno siglato uno storico Protocollo d’Intesa che riconosce ufficialmente l’arte come strumento terapeutico, aprendo la strada alla “prescrizione sociale e culturale” in Italia: un modello che riconosce la partecipazione ad attività artistiche e culturali come parte integrante del benessere e della cura della persona. Un’esigenza già documentata dalla recente indagine del Cultural Welfare Center (CCW), che ha censito 918 organizzazioni attive in questo campo a livello nazionale: il 97% delle persone completa i programmi artistico-culturali prescritti e il 75% dichiara un netto miglioramento del proprio benessere psicofisico.

La sfida, ora, è portare questo modello nei luoghi della marginalità, dove la cultura rischia di sembrare un lusso di fronte all’urgenza dei beni di prima necessità, e il Bilancio Sociale 2025 di Antoniano racconta che è possibile. Mentre l’Italia istituzionalizza il welfare culturale con un accordo interministeriale, Antoniano lo pratica da anni trasformando le proprie strutture assistenziali in un “welfare abilitante” e comunitario, dove la cultura non è un accessorio riservato a pochi, ma una determinante fondamentale della salute e della dignità della persona.

L’urgenza materiale rimane una priorità — nel 2025, la Mensa “Padre Ernesto” ha servito, solo a pranzo, 94.462 pasti a 2.905 beneficiari —, ma l’assistenza di Antoniano non si limita al “pane”. Ai servizi di ascolto, orientamento e accoglienza, che accompagnano le persone nei percorsi di inclusione sociale, si affiancano laboratori di integrazione interculturale, il cineforum Cinemensa e attività teatrali, trasformando così l’Antoniano in una vera e propria “piazza” di cittadinanza attiva, dove la cultura diventa accessibile. Questo approccio risponde direttamente a una sfida cruciale: affinché le pratiche di welfare culturale possano entrare stabilmente nei percorsi di inclusione e benessere delle persone e non rimanere esperienze isolate, occorrono luoghi fisici permanenti di welfare comunitario, integrati nei piani locali per la salute e nel tessuto dei servizi pubblici. In questa visione si inseriscono anche i lavori di ristrutturazione del Cinema Teatro Antoniano, sostenuti anche dal PNRR, destinato a diventare un centro culturale contemporaneo e polifunzionale capace di integrare stabilmente attività educative, sociali e artistiche in un unico spazio aperto alla comunità.

“La fraternità disarmata non è un concetto astratto, ma la scelta quotidiana di accogliere l’altro spogliandoci di ogni pregiudizio, riconoscendo che la dignità umana va difesa ben oltre il soddisfacimento dei bisogni primari”, dichiara Fra Giampaolo Cavalli, direttore di Antoniano. “Assicurare un pasto è l’inizio, ma è attraverso la condivisione della bellezza, dell’arte e della cultura che offriamo alle persone gli strumenti per riscoprire se stesse. Il nostro welfare è ‘abilitante’ perché promuove una struttura capace di accogliere tutti, costruendo ponti verso il futuro e offrendo reali percorsi di reinserimento e cittadinanza attiva”.

I numeri del Welfare culturale in Antoniano

Il settore Welfare Culturale di Antoniano, avviato nel 2023 come ambito sperimentale all’interno dell’Area Sociale, ha registrato nel 2025 una crescita verticale: le iniziative specifiche sono aumentate del 94%, mentre le presenze complessive del 256%. Il dato si inserisce al fianco di iniziative storiche dell’Area Sociale di Antoniano, come i Laboratori Migranti, attivi dal 2014, e viene confermato da una crescita dell’intera Area Cultura: nel 2025 Antoniano ha organizzato 46 eventi (più del doppio rispetto al 2024) raggiungendo 3.426 persone (+70%). Evidenze che indicano che non si tratta di episodi isolati, ma di un modello che sta prendendo forma e trovando risposta nella comunità.

A fare la differenza è anche la qualità della proposta. Progetti come i Laboratori Migranti — 13 percorsi attivi nel 2025, da yoga alla danza africana, dal teatro interculturale alla chitarra, con 713 partecipanti — o il laboratorio di danza e circle singing “Voci in Movimento”, che ha coinvolto donne tra i 25 e i 75 anni in 8 incontri settimanali, dimostrano che i beneficiari non sono spettatori passivi, ma attori del proprio cambiamento. “Ho sentito intimità, connessione, vicinanza tra tutte le donne del cerchio“, ha dichiarato una partecipante. “È stato altamente simbolico e riflesso dell’unione di donne e della forza che abbiamo nella sorellanza”. 

Questo diritto alla bellezza si estende anche all’infanzia e alla cura. Per contrastare le disuguaglianze nell’accesso alle terapie riabilitative, nel 2025 il Centro Terapeutico di Antoniano ha erogato oltre 12.000 ore di terapia a 916 bambini e ragazzi, integrando competenze sanitarie con approcci terapeutici specifici, tra cui la musicoterapia (1.752 ore erogate) e la psicomotricità. A questo impegno si è aggiunta l’iniziativa “Terapia Sospesa”: uno strumento di solidarietà concreta che garantisce cicli riabilitativi gratuiti ai minori di famiglie in difficoltà economica.

Questi progetti rinnovano l’impegno che Antoniano porta avanti sin dalla sua fondazione nel coltivare la bellezza e la cultura, nello specifico pensando al mondo dell’infanzia, grazie all’esperienza dello Zecchino d’Oro e del Piccolo Coro dell’Antoniano, dove la musica e la creatività rappresentano strumenti privilegiati per favorire apprendimento, relazione e sviluppo armonico, attivando dimensioni emotive, linguistiche e sociali fondamentali per i più piccoli. Nel 2025 sono stati oltre 700 i bambini in tutta Italia a prendere parte a esperienze corali su modello del Piccolo Coro dell’Antoniano, tra questi i bambini del territorio di Caivano (NA), dove da due anni è attivo un importante progetto di welfare culturale e contrasto alla povertà educativa attraverso la musica sostenuto dal Ministero della Cultura.

Il volontariato d’eccellenza genera oltre mezzo milione di euro

Di fronte a uno scenario nazionale in cui quasi un terzo delle realtà del terzo settore che si occupano di welfare culturale sopravvive in modo precario e senza fondi strutturati, Antoniano oppone un modello organizzativo solido: sono 66 i professionisti che lavorano quotidianamente garantendo metodo, continuità e coordinamento a un sistema integrato di cura e inclusione. Al loro fianco, una rete di volontari continuativi che nel 2025 ha raggiunto 638 persone, con una crescita del 28% nel quadriennio, donando un totale di 39.359 ore di servizio (+140% rispetto al 2022).
Applicando le tecniche di valorizzazione economica basate sul costo orario previsto dal CCNL Commercio, questo sforzo volontario ha generato un valore economico stimato in oltre 586.450 euro, con una crescita del 73,5% in tre anni. Un capitale sociale che equivale all’attività annuale di oltre 20 professionisti a tempo pieno e che dimostra come il volontariato in Antoniano sia l’asse portante e strutturato di un sistema in cui solidarietà e competenza si alimentano a vicenda. I 37.250 donatori attivi nel 2025, tra privati, aziende, fondazioni ed enti, completano questo ecosistema, confermando che il modello di Antoniano regge perché fondato su relazioni durature, non su emergenze occasionali.

Dalla mensa al museo fino ai percorsi di cittadinanza attiva: i format di welfare culturale di Antoniano a Bologna

Nel 2025, il welfare culturale di Antoniano si è tradotto in sette format distinti, per una programmazione costruita in collaborazione con una rete di realtà artistiche, educative e sanitarie del territorio bolognese.
Le uscite museali, realizzate in collaborazione con Senza Titolo APS, hanno guidato persone seguite dall’Area Sociale di Antoniano, famiglie e volontari alla scoperta dei Musei Civici di Bologna. A queste si sono aggiunte due visite organizzate direttamente da Antoniano presso due eccellenze produttive del territorio, il Museo Ferruccio Lamborghini e il Gelato Museum Carpigiani. Il laboratorio “Voci in Movimento”, invece, condotto in collaborazione con Micce APS e Muvola APS, ha intrecciato danza, movimento espressivo e circle singing in un percorso rivolto a donne di età e provenienze diverse (seguite dall’Area Sociale) trasformando le differenze biografiche e culturali in occasioni di incontro e sostegno reciproco.
La mensa serale, attraverso una programmazione continuativa che ha coinvolto 14 realtà e artisti del territorio, ha permesso a bambini e famiglie di avvicinarsi a teatro, circo sociale, musica, kamishibai e divulgazione scientifica. Nello stesso spirito, il progetto “Sapori di Vita Sana” ha trasformato il cibo in strumento di dialogo interculturale e prevenzione sanitaria, con incontri nei quartieri, laboratori di cucina e la realizzazione di un ricettario interculturale che raccoglie ricette di diverse tradizioni gastronomiche reinterpretate in chiave salutare.
Sul fronte della salute, specialiste in ginecologia, pediatria e ostetricia (già volontarie dell’Antoniano) hanno condotto incontri su gravidanza, prevenzione e accesso ai servizi, offrendo a donne e famiglie ascolto qualificato e orientamento.
Il Cinemensa — cineforum sociale ospitato nella Mensa “Padre Ernesto” e aperto a ospiti, volontari e cittadinanza — ha proposto dieci proiezioni con dibattito, trasformando la visione condivisa di film e documentari in occasioni di dialogo su temi sociali, memoria ed emozioni. A completare il quadro, le uscite a teatro e al cinema presso l’ITC Teatro di San Lazzaro e le sale del centro cittadino, che hanno coinvolto singoli e famiglie.

Accanto all’attività di welfare culturale, Antoniano riconosce nella cultura, nella partecipazione e nell’esperienza diretta strumenti fondamentali per generare consapevolezza, rafforzare i legami sociali e promuovere cittadinanza attiva, contribuendo alla formazione di cittadini più consapevoli e alla costruzione di comunità più inclusive. A queste finalità rispondono i percorsi rivolti agli studenti delle scuole secondarie di II grado, grazie a incontri info-formativi e interattivi nelle scuole, ed esperienze di servizio per alcune classi che, accompagnate dai propri docenti, prendono parte a esperienze concrete di volontariato presso la Mensa “Padre Ernesto”. L’impegno verso le nuove generazioni si traduce inoltre nella capacità di intercettare e affrontare le forme di disagio che attraversano il mondo giovanile, offrendo percorsi capaci di trasformare momenti di difficoltà in occasioni di crescita. Sempre più istituti scolastici stanno sperimentando modalità alternative alle tradizionali sospensioni disciplinari, proponendo agli studenti attività a carattere sociale e solidale. In questo contesto, nel 2025 l’Area volontariato di Antoniano ha accolto 17 studenti provenienti da 5 istituti superiori della città (Istituto Aldini Valeriani, Istituto, Belluzzi-Fioravanti, Istituto Rosa Luxemburg, Liceo Artistico Arcangeli, Scuole Manzini) che hanno svolto attività di volontariato presso la Mensa “Padre Ernesto” dell’Antoniano. Un’esperienza che ha rappresentato un’opportunità concreta di responsabilizzazione e di confronto diretto con la fragilità, consentendo agli studenti di sperimentare il valore dell’impegno verso gli altri e di sviluppare una maggiore consapevolezza del proprio ruolo nella comunità.

Comunicato stampa di Press Play per Antoniano