Università di Torino e Regione Piemonte raccontano il successo dei Bilanci POP

Nov 20, 2025 | Comunicati Stampa

È stato presentato presso il Grattacielo della Regione Piemonte lo stato dell’arte dei Bilanci POP, a dieci anni dal primo esperimento italiano di rendicontazione partecipata. L’incontro, promosso dal Dipartimento di Management “Valter Cantino” dell’Università di Torino con il patrocinio della Regione Piemonte, ha riunito rappresentanti del mondo istituzionale, accademico e produttivo per riflettere su un decennio di pratiche di trasparenza e dialogo con i cittadini e i portatori di interesse non addetti ai lavori.

Nato negli Stati Uniti e introdotto in Italia nel 2014 (pubblicato per la prima volta nel 2015) dalla Città di Torino con il supporto dell’Università di Torino, il Bilancio POP (Popular Financial Reporting) non è solo un documento, ma un vero percorso che ha coinvolto didattica e ricerca, coltivando l’idea di una collaborazione virtuosa tra aziende, pubbliche e private, territori e cittadini. L’idea di base è rendere il bilancio comprensibile a tutti attraverso un modello di rendicontazione che traduce dati economici e gestionali in linguaggio chiaro, visuale e accessibile, favorendo la comprensione delle scelte pubbliche e la partecipazione dei cittadini. 

All’appuntamento torinese sono intervenuti, tra gli altri, Jacopo Suppo (Vicesindaco della Città Metropolitana di Torino), Francesca Culasso (Università di Torino), Andrea Tronzano (Regione Piemonte), Elena Piastra (Sindaca di Settimo Torinese), Marzio Olivero (Sindaco di Biella), Claudio Raviola (Sindaco di Dogliani), Davide Canavesio (Presidente OGR Torino), Eleonora Gerbotto (Direttore dell’Ordine degli Architetti di Torino) e Fabrizio Bontempo (Presidente Ordine dei Consulenti del Lavoro di Torino).

“Il Bilancio POP rappresenta una delle iniziative più significative di rendicontazione orientata al dialogo sviluppate nel nostro Paese: in dieci anni di lavoro abbiamo costruito un percorso che non si limita a descrivere risultati, ma punta a generare fiducia e dialogo tra istituzioni, portatori di interesse e imprese”, dichiara il Professor Paolo Biancone, Professore ordinario Università di Torino e responsabile scientifico del progetto Bilancio POP e POP Accounting. “Rendere conto in modo aperto e comprensibile significa restituire valore alla relazione tra amministrazione e comunità, trasformando il bilancio da mero adempimento contabile a strumento di partecipazione attiva. Il percorso dei Bilanci POP dimostra che la trasparenza può diventare un motore di coesione e innovazione istituzionale”

Aggiunge la Professoressa Silvana Secinaro, Professoressa ordinaria Università di Torino e responsabile scientifica del progetto Bilancio POP e POP Accounting: “L’esperienza dei Bilanci POP ha anticipato molti dei principi oggi al centro dello smart accounting e della dialogic accounting: una rendicontazione che, non solo utilizza tecnologie intelligenti, ma promuove il dialogo e il confronto tra aziende e portatori di interesse. In questi anni di studi e sperimentazioni abbiamo dimostrato che la rendicontazione può diventare un processo interattivo, in cui i dati si trasformano in narrazioni condivise e le informazioni in occasioni di partecipazione. La logica POP unisce persone, conoscenza e valore sociale, aprendo la strada a una cultura della rendicontazione capace di coniugare trasparenza, innovazione e democrazia sostanziale”.

Un primato piemontese – La Città di Torino è stata la prima in Europa a introdurre il Bilancio POP nel 2014, facendone uno strumento di rendicontazione accessibile e partecipata verso i cittadini. In seguito, la Regione Piemonte ha adottato il Bilancio POP nel 2018, consolidando un percorso che ha trasformato la rendicontazione pubblica in un vero e proprio esercizio di democrazia economica. Negli anni il Bilancio POP è diventato un modello consolidato di rendicontazione in Italia: sempre più enti locali, regioni, fondazioni e aziende adottano questa pratica per comunicare in modo trasparente. Tra i casi più significativi ci sono il Comune di Basiglio, premiato dal Consiglio d’Europa nel 2022 con l’ELoGE (European Label of Governance Excellence, riconoscimento assegnato alla buona governance), l’Università di Torino, prima Università italiana ad implementarlo all’interno delle proprie politiche di Ateneo, e l’Istituto Sommeiller di Torino, che ha realizzato il proprio Bilancio POP con il supporto scientifico dell’Università, candidato all’Oscar di Bilancio 2025: quest’ultima esperienza, in particolare, mostra come il modello si stia estendendo oltre la Pubblica Amministrazione, diventando un linguaggio condiviso di responsabilità e dialogo civico. Poi via via si sono aggiunte sperimentazioni virtuose anche da parte di aziende private, come DiaSorin Spa, Fondazioni, quali Ogr, Gruppi di interesse economico, quali il Traforo del Monte Bianco, Ordini professionali, quali Ordine degli architetti di Torino, Ordine dei Consulenti del lavoro di Torino.

Il Bilancio POP tra formazione e ricerca – In dieci anni il Bilancio POP è diventato anche uno strumento formativo: 12 insegnamenti universitari hanno trattato il tema della rendicontazione partecipata, coinvolgendo oltre 6mila studenti e realizzando più di 800 project work dedicati alla costruzione di bilanci accessibili. Il Bilancio POP ha, inoltre, generato un filone di ricerca riconosciuto a livello internazionale che affronta temi quali smart accounting, dialogic accounting, trasparenza digitale, intelligenza artificiale applicata alla governance: attraverso l’analisi della produzione scientifica dedicata all’evoluzione della rendicontazione pubblica nel mondo, è emerso come l’esperienza italiana sia una delle più attuali linee di studio sulla comunicazione economico-gestionale.

Cos’è il Bilancio POP – Il Popular Financial Reporting si diffonde negli anni ’90 nel mondo anglosassone – Stati Uniti, Canada, Australia e Nuova Zelanda – come strumento per rendere i bilanci pubblici più comprensibili ai cittadini. In Europa questo modello si è diffuso prima in Italia e poi in Spagna, dove la città di Almería ha avviato il suo primo Bilancio POP. Si fonda su tre pilastri principali: trasparenza, ovvero l’apertura dei dati economici e gestionali in forma chiara e sintetica; partecipazione, che stimola il dialogo tra amministrazioni, imprese e cittadini; e accountability, la comunicazione degli impatti sociali e delle scelte pubbliche. La differenza con i bilanci tradizionali è l’adozione di un approccio basato su chiarezza, semplificazione e dialogo attraverso linguaggi visivi, infografiche e narrazioni accessibili allo scopo di favorire la comprensione da parte di tutti i cittadini, anche non esperti. I primi dieci anni del Bilancio POP hanno visto l’attivazione di 57 accordi con comuni, scuole, fondazioni, ordini professionali e imprese, mobilitando complessivamente 818mila euro, di cui 415mila nell’ambito dell’innovazione digitale della PA.

10 anni dopo il primo Bilancio POP in Piemonte – A dieci anni dalla sua introduzione, il Bilancio POP è oggi una pratica consolidata nel panorama italiano della rendicontazione pubblica che ha messo la trasparenza al centro del dialogo tra istituzioni, imprese e cittadini. Il percorso, avviato in Piemonte, si è diffuso in tutto il Paese: a oggi sono stati realizzati o sono in svolgimento 44 Bilanci POP da parte di enti pubblici, scuole e aziende. In Piemonte – oltre alla Regione, alla Città di Torino e all’Università – hanno adottato il Bilancio Pop l’OGR Torino, l’Ordine degli Architetti di Torino e i Comuni di Biella, Cuneo, Moncalieri, Acqui Terme, Venaria, Bardonecchia, Buttigliera Alta, Borgaro, Collegno, Rivoli, San Mauro, Orbassano, Chieri, Settimo Torinese, Chivasso, Grugliasco, Dogliani. Le evidenze raccolte mostrano che i bilanci POP sono più letti e compresi rispetto ai documenti contabili tradizionali, in quanto favoriscono fiducia e partecipazione: non solo gli enti che li adottano registrano un sentiment positivo da parte dei cittadini e un miglioramento del dialogo istituzionale ma, in diversi casi, la maggiore chiarezza informativa ha contribuito a rafforzare la reputazione delle istituzioni e la percezione di trasparenza.

Comunicato stampa di Press Play per Università di Torino