Università Online, è boom in Europa: Italia al secondo posto dopo la Spagna per numero di iscritti, ma è grazie all’intervento privato

Mar 19, 2026 | Comunicati Stampa

AteneiOnline, servizio di orientamento e immatricolazione alle Università Telematiche riconosciute dal MUR, presenta il primo Rapporto sulle Università Online in Europa: un’analisi comparativa che offre una panoramica del sistema universitario online a livello europeo, mettendo a confronto modelli organizzativi, assetti regolatori e dinamiche di mercato. Annunciata in anteprima in occasione di Didacta Italia 2026, principale evento italiano dedicato all’innovazione del mondo della formazione, l’indagine conferma il ruolo sempre più centrale assunto dalla formazione accademica a distanza non solo in Italia ma nell’intero scenario europeo.

Uno sviluppo che accomuna i Paesi del Continente – In Europa, l’offerta universitaria online non risponde a un modello unico, ma riflette peculiarità nazionali che vanno dai rapporti tra pubblico e privato a diverse scelte di policy. Tuttavia emergono alcune convergenze: la riduzione delle barriere geografiche e organizzative, insieme allo sviluppo delle piattaforme digitali, ha ampliato in modo stabile l’accesso agli studi. Allo stesso tempo si stanno consolidando ecosistemi ibridi: cresce in Europa l’offerta online degli atenei tradizionali, rendendo meno netta la distinzione tra didattica in presenza e a distanza.

Il quadro complessivo che emerge dal report mostra uno sviluppo sostanzialmente omogeneo tra i Paesi europei: la quota di studenti universitari che segue corsi in modalità online si attesta generalmente tra il 10% e il 20% del totale. Il principale elemento di distinzione dell’Italia rispetto agli altri Paesi riguarda la natura degli enti erogatori. Mentre nel resto d’Europa i corsi di laurea online sono offerti prevalentemente da università statali – in forma dedicata (come in Spagna, Regno Unito e Germania) o integrata all’interno dell’offerta tradizionale (come in Francia e nei Paesi scandinavi) – in Italia più del 90% dei corsi di laurea di questa tipologia sono erogati da istituti non statali. Tale peculiarità sembra riflettere una difficoltà del sistema pubblico nell’adeguare tempestivamente la propria offerta didattica alle crescenti esigenze di flessibilità della popolazione studentesca.

“Dal Rapporto emerge che il sistema europeo della formazione universitaria online è ormai maturo, con alcune aree che sono chiaramente in testa, come Spagna e Nord Europa. L’Italia resta indietro sul fronte dell’integrazione dell’eLearning nell’università pubblica: per questo è necessario che le università statali e tradizionali colgano appieno le opportunità didattiche offerte dallo sviluppo tecnologico, e che si superi rapidamente la dicotomia tra ‘tradizionale’ e ‘telematica’ che caratterizza il nostro sistema”, dichiara Matteo Monari, Fondatore di AteneiOnline.

In crescita gli studenti online in Europa: Italia seconda in classifica Nel confronto tra i principali paesi europei Spagna, Italia e Regno Unito si distinguono per numero di studenti universitari coinvolti nella formazione a distanza. La Spagna registra oltre 338.000 studenti iscritti a programmi esclusivamente digitali, confermandosi il mercato in cui l’online ha la maggiore incidenza (18,5% della popolazione studentesca). Anche in Italia gli iscritti alle università telematiche hanno superato quota 300.000 (15%). Il Regno Unito conta infine poco più di 270.000 studenti online (10% circa). Numeri simili in Germania, Paese nel quale gli studenti impegnati in programmi universitari a distanza sono circa il 9% della popolazione universitaria. La Francia presenta infine un assetto articolato: nel 2023, ad esempio, il 12% dei posti universitari offerti da università pubbliche sono stati offerti in modalità a distanza, con un totale stimato superiore a 200.000 studenti universitari online.

Il caso spagnolo: una offerta pubblica-privata di successo Il sistema spagnolo si caratterizza per un’offerta online sia privata che pubblica, con una forte prevalenza di quest’ultima. La Universidad Nacional de Educación a Distancia (UNED, di natura pubblica) è infatti la più grande università del Paese per numero di studenti, con oltre 156.000 studenti online. Accanto alla UNED operano inoltre 5 università private completamente online, che contribuiscono a un’espansione significativa dell’offerta formativa telematica. Il quadro normativo – in modo simile a quanto accade in Italia – è uniforme: tutti i titoli online rilasciati da queste università hanno piena validità giuridica e identico valore rispetto ai diplomi tradizionali.

Regno Unito: leadership pubblica nella formazione universitaria online​​Il Regno Unito non distingue formalmente tra università online e tradizionali, seppure esistano enti che erogano corsi in modalità esclusivamente online. La Open University, fondata nel 1969 con la missione di democratizzare l’accesso all’istruzione, è la più grande università inglese per numero di studenti (199.000 nel 2022/23) ed opera esclusivamente online. La University of London – sempre di matrice pubblica – contava nello stesso periodo altri 38.000 studenti online. Di gran lunga meno significativa è la presenza nel settore di enti privati. 

Germania: radicata presenza pubblica ma crescita guidata dal privato – L’università pubblica online tedesca, la FernUniversität in Hagen, conta circa 70.000 studenti. La più grande università online del Paese, la IU Internationale Hochschule, è però privata. Nel 2024 ha registrato oltre 130.000 iscritti, numero più che decuplicato negli ultimi dieci anni. 

Francia: un sistema statale decentralizzato per la formazione online In Francia la formazione a distanza è prevalentemente integrata nelle università tradizionali, con università pubbliche coordinate attraverso reti collaborative come la FIED (Fédération Interuniversitaire de l’Enseignement à Distance) e supportate dal CNED (Centre National d’Enseignement à Distance), che offre programmi dall’istruzione primaria fino all’università. Negli ultimi anni, il settore privato ha sviluppato parallelamente programmi online, in particolare nelle business school. 

Nord Europa: la formazione è pubblica e “ibrida”Nei Paesi nordici l’offerta online è da tempo completamente integrata all’interno delle università “tradizionali”. In Scandinavia non esistono atenei prettamente telematici, e quasi tutte le università pubbliche offrono programmi completamente online. Accanto al sistema pubblico anche alcuni enti privati offrono corsi universitari online, ma il baricentro rimane saldamente spostato verso le università statali. 

Italia: gli enti privati dominano il settoreNel settore della formazione universitaria online quello italiano è senza dubbio uno dei modelli di maggior successo, pur rappresentando un unicum per la dominanza di atenei privati. Lo confermano i dati: in un contesto di immatricolazioni in calo (-3,4% secondo gli ultimi dati), gli iscritti a università telematiche – tutte di matrice privata – sono più che raddoppiati negli ultimi 5 anni, superando i 300mila studenti. Ridotta, seppure in crescita, l’offerta pubblica – con alcuni atenei che propongono corsi in modalità prevalentemente a distanza. Attualmente, per le lauree conseguibili sia in modalità tradizionale che in modalità telematica, più di uno studente italiano su cinque sceglie l’online (21,8%)

Al di là delle differenze strutturali, l’Italia condivide con gli altri sistemi europei alcune tendenze di fondo evidenziate nel report: la crescita guidata dalla domanda di flessibilità e lifelong learning, la normalizzazione del digitale accelerata dalla pandemia e il riconoscimento dell’equivalenza qualitativa tra formazione online e in presenza. Il fatto che il tasso di soddisfazione degli studenti e il tasso di occupazione dei laureati telematici siano ormai allineati a quelli degli atenei tradizionali colloca l’Italia in un percorso di convergenza rispetto agli standard europei, anche se all’interno di un contesto di mercato ancora molto specifico.

Mercati a confrontoIl mercato europeo dei corsi online è stato valutato 57,18 miliardi di dollari e si stima raggiungerà 61,96 miliardi di dollari nel 2026. Il settore è dominato dagli enti di istruzione superiore, con una quota nel 2025 del 48,7%. Grazie soprattutto alla rilevanza internazionale dei corsi proposti, nel Regno Unito si è sviluppato il mercato dell’e-learning maggiore (10 miliardi di euro nel 2024). Segue la Germania, dove secondo gli ultimi dati il mercato dell’istruzione online vale 3,5 miliardi di euro. Al terzo posto si trova l’Italia, dove il valore di mercato del settore dell’e-learning supera i 3 miliardi di euro, con tassi di crescita annui molto importanti. Fanalino di coda, a causa della minore popolazione, i mercati nord europei.

Il Report completo è scaricabile al seguente link.

Comunicato stampa di Press Play per AteneiOnline